Autorizzazione al prestito di beni culturali per mostre ed esposizioni

Procedura - Art. 48 del DLgs. 42/2004

La richiesta di autorizzazione al prestito di beni culturali per mostre ed esposizioni nel territorio nazionale dovrà essere inoltrata dall’ente organizzatore, (Allegato A), con almeno 4 mesi di anticipo rispetto alla data di inizio della mostra. Insieme alla richiesta, dovrà essere fornito il progetto scientifico della mostra e il Facility Report della sede espositiva e la scheda dell’opera/e. Ricevuto il parere favorevole al prestito da parte del proprietario del/i bene/i culturale/i, un restauratore della Soprintendenza redigerà la relativa scheda conservativa. L’opera/e, potrà essere prestata nel rispetto di tutte le prescrizioni contenuta nella scheda conservativa e solo a seguito della notifica del decreto della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, atto che sarà inoltrato dalla stessa Soprintendenza al proprietario e all’ente richiedente. Le operazioni di movimentazione dell’opera/e saranno seguite direttamente da un funzionario tecnico della Soprintendenza. Il rilascio dell'autorizzazione sarà subordinato all'assicurazione dell’opera/e da parte del richiedente, per il valore indicato nella scheda conservativa.

Qualora la mostra venga fatta all’estero (art. 66 del DLgs. 42/2004), oltre alla richiesta di autorizzazione al prestito dovranno essere allegati due documenti: lo stato giuridico dell’opera d’arte (Allegato B), redatto dal proprietario dell’opera e la dichiarazione di restituzione dell’opera (Allegato C), compilata dall’ente organizzatore della mostra. L’ente organizzatore della mostra ha anche l’obbligo di inoltrare la pratica all’Ufficio Esportazione al fine di ottenere il rilascio dell’attestato di circolazione temporanea (art. 71 del DLgs. 42/2004). L’ufficio Esportazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria ha competenze solo per le opere d’arte contemporanee; quindi per l’esportazione di tutti gli altri beni cultuali è necessario rivolgersi all’Ufficio esportazione delle Soprintendenza di Roma o di Firenze.